 La colonia di Aquileia fu
fondata dai Romani nel 181 a.C.
sulle rive del fiume Natisone-Torre, navigabile dalla città al mare. Sorta
quale baluardo di difesa dell’alto Adriatico e protesa alla conquista
dell’Europa Centro-Orientale, prosperò come centro commerciale fino al V sec.
d.C., prima delle invasioni barbariche, grazie ad un efficiente rete stradale e
al suo grande porto fluviale, di cui la vicina Grado aveva costituito il primo
scalo. Devastata nel 452 d.C. dall’orda unna di Attila, visse una realtà
defilata durante l’età longobarda, sviluppando, però, nel IX sec. – soprattutto
per opera del patriarca Massenzio – importanti complessi monastici. Le
successive devastazioni ungariche, nonostante la loro gravità, non la
piegarono. In età patriarcale, infatti, tra l’XI e il XV sec., la città risorse
quale centro politico di una vasta giurisdizione ecclesiastica e il suo ruolo
di crocevia si rinnovò con i transiti dei pellegrini – via terra e via mare –
verso Roma, Costantinopoli e Gerusalemme.
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